Nel fondo del fitto bosco
Uno spettacolo di ARMITOteatro
Drammaturgia e Regia: Roberto Repele
Aiuto regia: Mattia Bisaccia e Anna Pecchia
Scenografia: Alessia Dinoi
Con: Chiara Benzi, Silvano Bregante, Gemma Nicaso, Roberto Repele e Matilde Roccuzzo
SINOSSI
Nel fondo di un bosco fitto e senza tempo, si muovono figure provenienti da racconti classici. Disorientati e lontani dalle storie che li hanno definiti, i personaggi hanno perso i contorni della propria identità e non ricordano più quale sia il loro ruolo, né quale direzione debba prendere la loro storia
In questo spazio sospeso, le narrazioni si sovrappongono e si confondono: ciò che era una fiaba unica diventa una storia collettiva e instabile, condivisa da tutti ma che non appartiene più a nessuno. Ogni incontro nel bosco mette in crisi le certezze narrative, ribaltando gerarchie, ruoli e aspettative.
In una riscrittura continua e imprevedibile, il testo esplora la fragilità dell’identità quando viene separata dalla sua storia originaria. Il bosco diventa così un luogo in cui i personaggi, privati della loro funzione, sono costretti a reinventarsi dentro una trama comune che non smette di riscriversi e reinventarsi.
NOTE DI REGIA
Nel fondo del fitto bosco è uno spettacolo che prova a scardinare le funzioni stesse dello spettacolo e delle storie classiche. La storia c’è, ma viene boicottata dalle funzioni che normalmente la compongono. La protagonista segue suo malgrado l’andamento dello spettacolo ma non ne è la vera artefice, ogni strada è stata scelta da qualcun altro e la casualità rappresenta l’unica trama.
Il bosco, che nelle fiabe classiche è una tappa del percorso del protagonista, in questo caso è l’inizio stesso della storia, e ogni sentiero possibile scompare nel fitto della vegetazione.
L’interazione con il pubblico è parte fondante dello spettacolo. Questa storia, per poter andare avanti ha bisogno dell’intervento di chi la ascolta. La quarta parete crolla nel momento in cui la vegetazione del bosco ne ha preso possesso. Il pubblico è dentro il bosco insieme ai personaggi e ne subisce le stesse conseguenze, e quella che è la sua classica funzione di fruizione si trasforma in motore creatore e generatore della storia stessa.
