Corsi Ragazzi
I corsi per i ragazzi (dagli 11 ai 13 anni) si tengono tutti i giorni nella fascia oraria pomeridiana nella nostra sede a Genova, in centro città; ogni lezione ha una durata di 1h e 30 min, con cadenza settimanale, nel periodo da Ottobre a Maggio.
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Intorno agli 11 anni, i livelli di energia tendono a cambiare, diventando – quasi sempre – meno esplosivi e più curiosi dell’altro e di sé. I ragazzi cominciano a capire che l’espressione di sé può passare attraverso diversi canali, che si può parlare direttamente per esprimere un pensiero, ma si può anche agire quel pensiero, o semplicemente sentirlo. Questo porta il lavoro sulle emozioni ad un altro livello: queste aumentano, si moltiplicano, si complicano e, cosa più importante, si miscelano, non sono più solo un colore, ma sono un insieme di colori. Aumenta la difficoltà nel riconoscerle, nel separarle e nel rappresentarle.
I conflitti con i compagni e con gli insegnanti cominciano ad assumere il tono della sfida, fanno capolino con più forza atteggiamenti provocatori e oppositivi. Nonostante questo, il gruppo continua a lavorare insieme e, anche quando entra in conflitto internamente, trova sempre il modo, attraverso il lavoro dell’insegnante, di risolversi nel gruppo stesso.
Anche la complessità dei testi affrontati aumenta: non si tratta più di interpretare personaggi bidimensionali dalle tinte forti e ben distinte, si tratta invece di cominciare a vedere le prime, piccole sfumature; a dover abbandonare le zone di comfort a cui si era abituati e cominciare ad affrontare situazioni scomode: si comincia a lavorare per trovare il personaggio. Personaggio che non è deciso a priori dall’insegnante o dal testo, ma che nasce e si sviluppa nel lavoro stesso.
Non sono rari i periodi di prova in cui non si riesce a trovare la chiave interpretativa giusta ed è proprio in quei momenti che si fa un grande lavoro sulla frustrazione, sulla delusione per il mancato successo immediato, sulla fatica nel provare e riprovare, sul desiderio di rinunciare, sulla propria idea di sé stessi. Alla fine però, in tutte le circostanze, quando finalmente si abbandona l’idea di essere sempre perfetti, performanti, all’altezza, ecco che il personaggio/l’idea viene fuori – ed era sempre stato lì, nelle loro corde, tra le loro carte.
E’ il periodo in cui cambia radicalmente il rapporto con la vergogna – che fino a pochi anni prima aveva una soglia decisamente più alta – e con il palcoscenico. L’esperienza sul palcoscenico è fondamentale nel percorso teatrale, e non perché – come si potrebbe pensare – rappresenta il punto massimo dell’esperienza, al contrario. Il punto più intenso, più profondo, più vero dell’esperienza teatrale si fa nelle prove, nella fatica, nello scoramento e nella gioia. Il palcoscenico è fondamentale perché rappresenta da un lato il coronamento di un anno di lavoro, con la giusta gratificazione che regalano gli applausi nel finale; dall’altro permette ai ragazzi di confrontarsi con i grandi mostri che sono l’ansia da prestazione e la paura del palcoscenico. Sì, il palco è un luogo che può essere davvero spaventoso: i ragazzi sono lì, letteralmente sotto i riflettori, davanti a occhi che li guardano dal buio della sala. Ed è proprio in quel momento che hanno l’occasione di mettere in pratica tutto quello che di importante si porteranno dietro al di là dell’esperienza teatrale: essere consapevoli delle proprie capacità, essere concentrati, controllare l’ansia e la paura, lavorare in gruppo ma pensare con la propria testa, gestire gli imprevisti e divertirsi, divertirsi, divertirsi.