Celebrazioni
Uno spettacolo di ARMITOteatro
Drammaturgia e regia: Roberto Repele
Aiuto regia: Chiara Benzi
Scenografia e costumi: Alessia Dinoi
Disegno luci e musiche: Giovanni Stimamiglio
con Silvano Bregante, Matteo Dagnino, Giorgia Fasce, Gemma Nicaso, Matilde Roccuzzo, Daniela Rossi
SINOSSI
Durante i preparativi per una festa imminente, un uomo riceve una visita inattesa che incrina improvvisamente la normalità domestica. Da quel momento, ciò che sembrava una tranquilla serata di giochi, si trasforma in un territorio instabile, fatto di tensioni sotterranee, presenze ambigue e verità che nessuno vuole nominare.
Mentre gli ospiti arrivano e la serata tenta ostinatamente di continuare, i personaggi si muovono dentro un equilibrio sempre più fragile, incastrati tra desiderio, paura e necessità di mantenere intatte le apparenze. Ogni relazione nasconde qualcosa, ogni gesto sembra trattenere una minaccia pronta a emergere.
Attraverso i toni della commedia nera e del surreale, il testo indaga il rapporto tra colpa e rappresentazione, il peso del non detto e la violenza nascosta nelle dinamiche affettive e familiari. La casa diventa così uno spazio mentale oltre che fisico: un luogo in cui ciò che viene rimosso continua ostinatamente a tornare.
NOTE DI REGIA
Celebrazioni è uno spettacolo di prosa costituito da un unico atto, in un unico tempo e in un unico luogo. A questa sua unicità strutturale è contrapposta la frammentarietà dei personaggi che la abitano. Ogni attore e attrice ha un proprio percorso, una motivazione e un tempo che non convergono mai in un unico punto ma tentano costantemente di deviare e far deragliare tutto l’impianto. Attraverso un ritmo incalzante, specchio dei tempi moderni, ascoltiamo le voci inconsistenti e volatili dei rapporti umani. E il vuoto su cui affacciano, lentamente si insinua, come un rumore di fondo sempre più ingombrante. Tra un gioco da tavolo e un vassoio di pizzette senza glutine prende vita una commedia quotidiana in cui i ruoli prestabiliti vengono messi in discussione dallo spettro dei non detti che non smette mai di parlare.
