Sabato 7 e febbraio 2026 dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00.
Domenica 8 febbraio dalle 9.00 alle 17.30(con circa un’ora di pausa per il pranzo).

 

Laboratorio intensivo a pagamento.

Il laboratorio si terrà presso la nostra sede in Viale Brigata Bisagno 2 int. 28 scala destra 5° piano.
Per informazioni sui costi e le modalità di iscrizione, contattaci!

Il workshop è rivolto ad attori, attrici, autori, autrici, e persone con un interesse per la slam poetry e/o la stand up comedy, anche alla prima esperienza. L’obiettivo del workshop è la scrittura e la messa in performance di una poesia e di un pezzo di stand up (o due poesie, o due pezzi di stand up) della durata di tre minuti ciascuno, per ognuno dei partecipanti. Il workshop inizierà con una descrizione del poetry slam e della stand up comedy, delle loro connessioni con la poesia e con il teatro, in forma di conversazione aperta con le persone partecipanti, e proseguirà con esercizi di scrittura e di performance per migliorare la scrittura, la scelta dei temi, la relazione con il pubblico, l’uso del corpo e della voce attraverso i feedback del conduttore e del gruppo. In chiusura, sarà fatta una panoramica delle situazioni in Italia in cui poter portare i propri pezzi di slam poetry o di stand up comedy, per poter iniziare o proseguire il proprio percorso in questi contesti.

Lorenzo Maragoni è attore, regista, autore teatrale e poeta. Dal 2018 partecipa al circuito italiano del poetry slam, di cui nel 2021 è campione nazionale e nel 2022, rappresentando l’Italia alla World cup di Parigi, campione del mondo. Ha scritto e interpreta tre monologhi: Stand up poetry, Grandi numeri, e Tipico maschio italiano, e nel 2022 ha portato le sue poesie al programma tv Italia’s Got Talent. Tra le sue collaborazioni, quelle con il Teatro di Roma, il Teatro Metastasio di Prato, il Teatro Stabile di Bolzano, il Teatro Stabile del Veneto, l’Università degli Studi di Padova. Ha pubblicato tre libri: Poesie però non troppo, edito da Interno Poesia, Grandi Numeri, edito da Miraggi Edizioni, e SHOWPERO – manifesto selvaggio contro il talento, scritto insieme a Niccolò Fettarappa e tratto dallo spettacolo Solo quando lavoro sono felice, per edizioni Tlon. Dal 2023 collabora con diverse realtà tra cui la Scuola di Perfezionamento del Teatro di Roma e l’Accademia Carlo Goldoni come formatore per attori e attrici.

 

LA POESIA E LA COMICITÀ

Cosa c’entra la poesia con l’umorismo, l’ironia, la comicità? Sembra poco. Siamo abituati formati a percepire la poesia come qualcosa di oscuro, elitario, spesso noioso. L’invenzione del poetry slam riporta invece la poesia a una dimensione orale, partecipata, inclusiva. E una cosa simile la fa la stand up comedy: la comicità viene resa accessibile a tutti: non servono un costume, un personaggio, un’abilità specifica: solo il desiderio di parlare di sé, e farlo in una forma in cui il pubblico possa riconoscersi, e riderne insieme. Nel percorso di Lorenzo Maragoni la forma poetica si intreccia con quella della stand up comedy: in comune questi due linguaggi hanno l’obiettivo di ingaggiare il pubblico (far ridere, commuovere, coinvolgere) partendo dalla propria esperienza personale: questo workshop di stand up poetry è un modo di esplorare questi due linguaggi, dalla scrittura alla performance all’incontro col pubblico.

IL POETRY SLAM

Il poetry slam inizia nel 1984 a Chicago, quando Marc Smith decide che il luogo della poesia non può più essere (solo) quello delle accademie e dei circoli elitari ed esclusivi. La poesia ha una vocazione popolare, inclusiva, orale, che viene proprio dalle sue origini, che si lega ai cantastorie, ai poeti itineranti, al teatro, alla commedia dell’arte, alle sottoculture urbane, ai comizi popolari, al mondo dell’hip hop. Marc Smith sente tutto questo, mette delle persone con un foglio in mano e un microfono davanti, e inventa il poetry slam: una competizione amichevole in cui leggere le proprie poesie pubblicamente, e farsi votare, applaudire, confrontare con una giuria popolare fatta di persone estratte a caso tra il pubblico.

In Italia il poetry slam vive in questo momento una stagione di particolare visibilità: forse perché intreccia i temi dell’autobiografia, della narrazione di sé, del farsi materiale drammaturgico di se stessi che in questo momento è come se avesse investito tutta la nostra cultura, dal fumetto al teatro alla musica indie come quella trap fino alle storie di instagram e ai tiktok, e ha intrecciato tutto questo con la compresenza fisica tipica delle arti performative.

Ai suoi minimi termini, è un corpo che parla davanti a corpi che ascoltano. È una delle cose più antiche, intime e potenti che come esseri umani sappiamo fare.